Il gas Radon è un gas radioattivo naturale che può accumularsi all’interno degli edifici e costituisce la seconda causa di tumore al polmone dopo il fumo di sigaretta. Si tratta di un rischio spesso sottovalutato poiché il radon è incolore, inodore e insapore e pertanto non può quindi essere percepito direttamente dalle persone presenti negli ambienti, ma può essere individuato soltanto attraverso specifiche misurazioni.
La concentrazione di radon può variare sensibilmente sul territorio in funzione delle caratteristiche geologiche, della natura del suolo e delle caratteristiche costruttive degli edifici. Anche all’interno della stessa area geografica possono quindi riscontrarsi situazioni molto differenti: per questo motivo la valutazione deve essere riferita al singolo edificio e non basarsi esclusivamente sulla localizzazione geografica.
La gestione del Radon riguarda gli edifici residenziali, ma anche i luoghi di lavoro, le attività commerciali, le scuole, gli uffici, i condomini e tutti quegli ambienti nei quali le caratteristiche costruttive o la posizione dei locali possono favorire l’ingresso e l’accumulo del gas.
Il radon è un gas nobile radioattivo prodotto dal decadimento naturale dell’uranio presente nel suolo, nelle rocce e in alcuni materiali da costruzione. All’aperto tende normalmente a disperdersi in atmosfera, mentre all’interno degli edifici può accumularsi raggiungendo concentrazioni anche significative. L’ingresso del Radon negli ambienti avviene prevalentemente dal terreno attraverso fessure, giunti, passaggi impiantistici, cavedi, intercapedini, pozzetti, canalizzazioni e discontinuità dell’attacco a terra dell’edificio ma anche dai materiali da costruzione come tufo, pietra lavica, pozzolane e così via.
La concentrazione di Radon può variare in funzione di diversi fattori, tra cui la natura del terreno, le caratteristiche costruttive dell’edificio, la ventilazione degli ambienti, la presenza di locali interrati o seminterrati e le modalità di utilizzo degli spazi.
Il rischio connesso al radon deriva dall’esposizione prolungata a tale gas che, una volta inalato, può provocare danni all’apparato respiratorio. Per questo motivo il radon è considerato un fattore di rischio per la salute, in particolare in caso di esposizioni continuative in ambienti chiusi e poco ventilati. La misura del radon assume quindi particolare importanza non solo negli edifici abitativi, ma anche nei luoghi di lavoro in cui le persone permangono per molte ore al giorno.
La concentrazione media annua di radon viene determinata attraverso misurazioni eseguite con dispositivi idonei, collocati negli ambienti da monitorare secondo criteri tecnici definiti in funzione dell’edificio e della sua destinazione d’uso. Poiché la concentrazione del radon può variare nel tempo, la valutazione deve essere eseguita con criteri tecnici adeguati e non può basarsi su misure occasionali o non rappresentative.
La scelta degli ambienti da monitorare è una fase importante dell’attività, perché deve tenere conto delle caratteristiche dell’edificio, della destinazione d’uso dei locali, della permanenza delle persone e delle possibili vie di ingresso del gas.
Quando le concentrazioni di radon risultano elevate, è necessario individuare le cause dell’accumulo e definire gli interventi più adatti al caso specifico. Non esiste una soluzione unica valida per tutti gli edifici ed infatti gli interventi devono essere scelti in funzione delle caratteristiche costruttive, della presenza di locali interrati o seminterrati, delle condizioni di ventilazione, delle vie di ingresso del gas e delle modalità di utilizzo degli ambienti.
Tra le possibili soluzioni rientrano la sigillatura di fessure e passaggi impiantistici, il miglioramento della ventilazione degli ambienti, la ventilazione di vespai o intercapedini, la depressurizzazione del suolo, la gestione dei pozzetti e delle canalizzazioni e altri interventi finalizzati a ridurre l’ingresso o l’accumulo del radon negli ambienti occupati.
Dopo l’esecuzione degli interventi è opportuno verificarne l’efficacia mediante nuove misurazioni.
Il D.Lgs. 101/2020 ha introdotto specifici livelli di riferimento per l'attività di Radon media annua in aria. Per le abitazioni esistenti e per i luoghi di lavoro il livello di riferimento è pari a 300 Bq/m³, mentre per le abitazioni costruite dopo il 31 dicembre 2024 il livello di riferimento è pari a 200 Bq/m³.
Il Piano Nazionale d’Azione per il Radon (PNAR) ha inoltre definito la strategia nazionale per la riduzione dell’esposizione al Radon nei luoghi di lavoro e nelle abitazioni, con particolare attenzione agli edifici che presentano concentrazioni superiori ai livelli di riferimento.
È importante precisare che il livello di riferimento non deve essere inteso come una soglia al di sotto della quale il problema perde ogni rilevanza tecnica, ma come un valore rispetto al quale valutare la necessità di interventi e misure di riduzione dell’esposizione.
Una valutazione del radon è particolarmente opportuna in presenza di locali interrati o seminterrati, ambienti direttamente a contatto con il terreno, edifici situati in aree caratterizzate da maggiore potenziale di esposizione, locali con scarsa ventilazione e immobili oggetto di interventi che possano modificare le condizioni di ingresso o accumulo del gas.
Nei luoghi di lavoro la necessità di effettuare misurazioni deve essere valutata anche alla luce delle condizioni previste dal D.Lgs. 101/2020, con particolare riferimento ai luoghi sotterranei, agli ambienti ubicati in determinate aree territoriali e alle ulteriori situazioni individuate dalla normativa e dal Piano Nazionale d’Azione per il Radon.
Lo Studio Tecnico d' Ingegneria CDG fornisce supporto per la valutazione del rischio radon, la lettura tecnica degli edifici, l’individuazione delle misure di risanamento e l’integrazione della valutazione nella gestione della sicurezza nei luoghi di lavoro.
Lo Studio Tecnico CDG svolge attività di valutazione e misura delle concentrazioni di radon e supporta la definizione degli interventi di risanamento quando i livelli riscontrati rendano necessaria la riduzione dell’esposizione.